Cento di questi anni

Lo scandalo del merluzzo

di Mare Dignola

La cronaca cittadina di cento anni fa dedica parecchio spazio a un fatto annunciato su Gazzetta ticinese del 24 novembre con una nota un tantino ironica. Il titolo: «La pesca del merluzzo nel nostro lago».

Scrive il quotidiano luganese: «Sarà una grande sorpresa per i piscicultori quella di sapere come nel nostro lago è possibile la pesca del merluzzo e non minore deve essere stata la sorpresa d'uno dei tanti pescatori dilettanti nel sentire, qualche giorno fa, attaccare all'amo un grosso merluzzo, che poi constatò essere non vivo e fresco ma salato e marcio. Un agente comunale ch'era presente alla pesca si insospettì e da buon segugio volle conoscere l'origine di detto merluzzo. Fatta l'inchiesta, si constatò che presso un noto negoziante c'era una gran quantità di merluzzo marcio. Comunicato il fatto al Laboratorio Cantonale di Chimica, questi esaminò la merce e ne sequestrò quattro quintali che fece subito distruggere. Presso un altro commerciante fu pure sequestrato un quintale di merluzzo avariato. Le ricerche continuano. Finita l'inchiesta che stanno facendo le nostre autorità, pubblicheremo i nomi dei contravventori».
Altri quotidiani pubblicano subito i nomi dei contravventori. Il Dovere del 25 novembre riferisce che «ai negozianti Ghioldi e Primavesi sono stati sequestrati e distrutti quintali di merluzzo avariato. Al primo circa quattro quintali, al secondo più di uno. L'inchiesta continua e non è improbabile che altri compari vengano alla luce. Importa ora stabilire se si lasciava marcire il merluzzo piuttosto che cederlo a qualche franco di meno. In città lo sdegno popolare per questi scandali che certamente impressionano è fortemente sentito. E chiediamo ai signori consiglieri comunali, almeno a quelli eletti col suffragio popolare, se non sia il caso di una mozione alla municipalità per sentire quali provvedimenti abbia presi ed intenda prendere». Qualcuno raccoglie l'invito e sullo stesso giornale qualche giorno dopo leggiamo che «in Consiglio comunale l'arch. Brunel interpella il Municipio per il sequestro del merluzzo avariato».
Il Corriere del Ticino del 18 dicembre fa un po' di chiarezza. «Riceviamo da fonte attendibile alcune informazioni che pubblichiamo di buon animo perché fanno luce e restituiscono l'onore ad alcuni commercianti ingiustamente accusati. Verso la fine dello scorso anno una nota ditta di Lugano, e precisamente i signori Pietro Primavesi e fratelli, ricevevano un forte invio di merluzzo irlandese fresco che vendevano in parte ed in parte facevano consegnare alle celle frigorifere affinché venisse conservato. Quando sulla fine dello scorso novembre il merluzzo venne ritirato dalla fabbrica di ghiaccio, i signori Primavesi fecero esaminare la merce dal laboratorio chimico cantonale di Zurigo, il quale lo dichiarò atto al consumo. Nel frattempo la merce venne sequestrata su richiesta del laboratorio cantonale il quale si mise in contraddizione giudicando un campione come inatto al consumo ed un secondo campione atto condizionatamente alla vendita. La condizione consisteva alla vendita della merce ad un prezzo ridotto e sotto controllo dell'autorità. I signori Primavesi hanno ceduto il merluzzo ad altri commercianti al prezzo di cent. settanta per kilogrammo sebbene costasse loro più di due franchi al kg, sobbarcandosi gratuitamente un forte danno. Dev'esser perciò escluso ogni intento di speculazione a danno dei consumatori».
Nonostante questa precisazione la vicenda troverà spazio ancora più tardi nella cronaca cittadina. E lo trova anche sul settimanale satirico «Il Ragno» il 27 novembre 1920 con la poesia che pubblichiamo di seguito.

Condividi
su Facebook - su Twitter