Nel distretto

Al parco San Bernardo c'è profumo di grà

Fra un anno, di questi tempi, un pinnacolo potrebbe alzarsi dal parco San Bernardo a Comano. Un fumo impregnato di tradizioni, che i vecchi del paese sapranno riconoscere. È il fumo della grà, struttura un tempo diffusa nei nostri paesi e ora quasi del tutto scomparsa, come buona parte delle pratiche rurali. L'essicazione delle castagne tornerà, con scopi didattici, per iniziativa di alcuni amici innamorati del proprio paese. Volti noti, quelli di Franco Degiorgi, Marco e Sergio Petrini, Paolo Piattini, Mario Pietra, Tiziano e Valerio Soldini, Loris Urietti.

Comanesi in visita alla grà di Vezio, eretta dal locale Patriziato in prossimità del ponte del Busgnone.

Le due principali istituzioni locali, Comune e Patriziato, hanno dato il loro assenso. Il primo mettendo a disposizione il terreno e un contributo di 20mila franchi, il secondo assumendo il ruolo di capofila di questa iniziativa, i cui termini sono specificati nella convenzione «Per la realizzazione di una grà al parco San Bernardo di Comano». Approvato dal Municipio, il documento è stato condiviso dall'Ufficio patriziale ed entro fine anno dovrebbe ottenere l'avallo dell'assemblea.
Evase le procedure edilizie, il cantiere potrà finalmente decollare. Si tratta di una struttura di modeste dimensioni, spiega Tiziano Soldini: un casolare a pianta quadrata di poco più di 2 metri per lato, con alla base un pavimento selciato che accoglierà il focolare e al piano superiore, ribassato, il graticcio sul quale distendere le castagne. Il tetto a una falda è coperto da coppi. Fuori, saranno posati un tavolo con le panchine, una fontana e la toilette.
L'ing. Paolo Piattini si sta occupando della progettazione di dettaglio, mentre il piano finanziario è pronto. Ai 20mila franchi assicurati dal Comune se ne aggiungeranno 32.500 della Sezione forestale, 20mila del Fondo patriziale e 8.750 dell'Ente regionale per lo sviluppo del Luganese. Il gruppo all'origine dell'operazione si è impegnato a raccogliere i rimanenti 8.750 franchi necessari per raggiungere i 90mila dell'investimento e a coprire eventuali sforamenti del budget.
«Tutto qui?», si chiederà qualcuno. In realtà – aggiunge Soldini – il valore aggiunto è costituito dalle iniziative, culturali e sociali, che la presenza della grà renderà possibili. E già sboccia nella fervida mente dei promotori l'idea di un percorso didattico – adatto sia per un'escursione domenicale in famiglia sia per una lezione all'aperto – che unisce alcune testimonianze locali: l'alambicco, il parco con la nuova grà, il vigneto del Patriziato, le Pasture, la via Crucis e l'eremo di San Bernardo. Dal punto di vista forestale, i benefici si intravvedono nel ripristino delle selve (del San Bernardo e dei vicini territori di San Rocco, San Clemente e San Zeno) e nella valorizzazione del bosco di svago.

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