Antichi ricordi

Si lavora e si canta a St. Imier

La signora Doris Cereghetti di Sonvico ci ha mandato questa bella fotografia risalente agli inizi degli anni cinquanta, trovata negli album dei ricordi di famiglia. Nel sorridente gruppo di ragazze c'è infatti anche sua mamma, Luigina Lotti, che come molte ticinesi e italiane era partita, giovanissima, a lavorare nelle fabbriche di orologi della Svizzera interna. In questo caso la Longines di St. Imier. «Alcune restavano qualche stagione, altre parecchi anni, altre ancora si sono stabilite là», ci racconta la signora Doris.
Una volta trovata la fotografia, per avere maggiori informazioni Doris Cereghetti si è rivolta a Valentina Pinotti («mia madrina»), che quei tempi se li ricorda bene. «Mi ha raccontato che il capo del personale della Longines di St. Imier, Pierre Pfister, aveva creato una corale tra le dipendenti italofone, in modo da rallegrare l'ambiente». Sulla foto troviamo dunque le coriste. Alcune sono state individuate, altre no. Chi riconoscesse qualcuno o avesse dettagli da aggiungere può contattare la nostra redazione.
St. Imier è un luogo speciale per la famiglia Cereghetti. «I miei genitori, entrambi di Sonvico, sono partiti separatamente alla volta della Svizzera romanda, alla ricerca di lavoro. Là si sono ritrovati e sposati e là è nato mio fratello. Mia mamma lavorava appunto alla Longines, mio papà al servizio tecnico di St. Imier. Poi, in seguito a un grave incidente motociclistico occorso al papà, sono rientrati a Sonvico».
Prima fila, in basso da sinistra: Ilde Scheggia di Ludiano (la quinta), Pia Piazza (sesta) e Luigina Lotti di Sonvico (settima).
Seconda fila, da sinistra: Delfina Bignasca di Sonvico (settima), Nerina Pietrogiovanna di Cadro (ottava), Anna Bassi di Cimadera (nona), Sofia Piazza di Sonvico (decima).
In alto, da sinistra: Delia Piazza di Sonvico (terza), Valentina Pinotti (quarta) ed Elda Fasola (quinta) entrambe di Villa Luganese, Mariapia Piazza di Sonvico (settima).

Alberto Sordi in città

Nel centenario dalla nascita, una serie di iniziative celebra la figura di Alberto Sordi, fuoriclasse della commedia italiana. Nel nostro piccolo lo facciamo pure noi, attraverso una fotografia che rende omaggio all'attore ma anche a una persona recentemente scomparsa e che ricordiamo con simpatia. Si tratta di Umberto Savolini, per tanti anni giornalista del settore spettacoli al Corriere del Ticino. Lo vediamo a sinistra assieme a Sordi al termine di un'intervista effettuata a Lugano nel 1982.
(Archivio fotogonnella)

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