Sport

Cercando le termiche tra le creste del Lema

di Romano Loehrer

Fine settimana da incorniciare quello del 25 e 26 luglio per i parapendisti appassionati della disciplina cross-country (XC). La Swiss League è approdata, dopo 13 anni, sul Monte Lema e diversi piloti svizzeri si sono dati appuntamento sulla cima della montagna malcantonese. Fra di loro anche alcuni membri del Club Volo Libero Ticino: Jasmine Vismara, Vlad Ioanid e Nicolas Barrera, che hanno gareggiato con gli atleti più forti, alcuni dei quali parteciperanno ai prossimi mondiali.

«Sono abbastanza emozionato poiché è la mia prima esperienza e devo studiare bene il percorso», ci dice Vlad Ioanid prima del decollo. «Conosco il tracciato Lema-Tamaro, ma volare in Italia è tutt'altra cosa. Farò del mio meglio!»
Sulla funivia incontriamo uno dei responsabili di queste gare. Si tratta di Martin Scheel, pilota grigionese di lunga data, che ci ha subito chiesto informazioni sulla regione e in particolare su atterraggi e tracciati di volo. Alla fine della due giorni gli chiediamo un bilancio della manifestazione: «È stata un'esperienza bella e interessante sia a livello di accoglienza, sia di volo libero. La "task" (compito di volo) di sabato ha creato qualche problema agli atleti», spiega il responsabile. «Una meteo quasi perfetta all'inizio della gara è diventata sempre più complicata, tanto che solo pochi parapendisti sono arrivati a Sessa, punto d'arrivo dalla prima giornata». Gli altri, in assenza di correnti ascensionali adeguate – le termiche, appunto – hanno dovuto rinunciare. Passato il confine italo-svizzero, in territorio di Monteggio, le condizioni sono in effetti peggiorate, e diversi atleti hanno dovuto compiere dei «fuori campo» (atterraggi non previsti) all'interno del triangolo di volo delimitato dalla cima del Lema e dagli abitati di Laveno e Varese.
«È stata comunque un'esperienza fantastica, seppure con diverse insidie», dice l'altro pilota di casa, Nicolas Barrera. «Ho volato bene fino alle zone limitrofe al capoluogo lombardo, poi le deboli termiche non mi hanno permesso di salire per raggiungere Sessa. Quando i giochi erano per me finiti, ho fatto autostop e sono rientrato grazie al passaggio offertomi da un turista germanico».
Nel secondo giorno di gara le condizioni hanno permesso a quasi tutti i partecipanti di concludere la prova. Martin è dunque tornato a Coira rilassato: «La preparazione delle "task" è molto impegnativa: bisogna conoscere bene la zona di volo e la meteo locale, in particolare le correnti, che hanno un ruolo determinante». La giornata per lui comincia il mattino di buon'ora con il caffè. In seguito si dedica alla preparazione della gara e non c'è più per nessuno. «Devo controllare ogni minimo dettaglo prima del "breafing". Una volta che i piloti sono al decollo, posso prepararmi con loro e seguire la gara, scattando qualche fotografia».
Al decollo c'eravamo pure noi. È sempre emozionante seguire la fase di riscaldamento, che consiste nel portarsi a 500 metri sopra le vette prima dell'apertura del «gate» (cancello), che dà avvio alle competizioni. Tramite un segnale, dato dal capo gara, gli atleti si lanciano sul tracciato aereo, alla ricerca delle migliori termiche che consentono di mantenere o guadagnare quota e di proseguire velocemente verso il traguardo. Dopo 2 ore e 20 minuti, i migliori sono atterrati nei prati di Miglieglia.
«Sono contento del soggiorno al Lema e penso che torneremo a gareggiare su queste magnifiche creste» conclude Martin Scheel, grato anche alla popolazione per la calorosa accoglienza riservata all'evento e ai suoi protagonisti.

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