Cento di questi anni

«Coditt»vs «Taschitt»

di Mare Dignola

Un paio di settimane fa leggevamo sui nostri quotidiani che alla scadenza del termine per il deposito delle liste nessuno si è proposto per il Municipio di Astano. Vista l'assenza di candidature è probabile che il Consiglio di Stato attui un intervento di vigilanza. Anche cento anni fa i giornali parlavano di Astano e di difficoltà nell'elezione del Municipio, suscitando spunti polemici soprattutto tra Gazzetta ticinese (organo del Partito liberale-radicale ticinese) e Popolo e libertà (giornale del Partito conservatore democratico ticinese).

Il 16 gennaio 1920 su Gazzetta ticinese leggiamo: «Nelle elezioni municipali di domenica prossima ad Astano saranno in lotta due partiti, il liberale-radicale e il conservatore, alleato a una frazione di liberali dissidenti. I cittadini della lista liberale-radicale a lodevole rettitudine morale e a salda fede politica congiungono provata capacità amministrativa. La lista avversaria, dall'abusato titolo di popolare, presentata dal delegato conservatore, comprende ben quattro candidati conservatori. E non si riesce invece a capire come il partito d'opposizione, che ad Astano conta un'esigua minoranza, possa, in ibrido connubio con alcuni che ostentano principi liberali, aspirare a prendere le redini del comune. Non possiamo chiamare liberali coloro che disertano le file per eleggere un Municipio conservatore. Nessuno dei nostri correligionari vorrà prestarsi a fare il giuoco dei clericali e la sincerità politica deve prevalere nelle elezioni di domenica ventura».
Elezioni che daranno questo risultato: «Eletti 3 liberali (Morandi Liberato, Trezzini Iginio e Demarchi Alfredo) e 2 del gruppo misto (Demarchi E. e Demarchi Quinto). Sindaco di settimana il signor Trezzini Iginio».
Ma qualcosa non deve essere andato per il verso giusto, stando a quanto leggiamo su Popolo e libertà il 24 marzo 1920, che fa una cronistoria dell'accaduto con il titolo «Il caso di Astano»: «Perdurano ad Astano due speciali partiti, affatto indipendenti dai partiti politici. Gli aderenti ad una parte si chiamano "Coditt"; gli aderenti all'altra "Taschitt". I due gruppi hanno la propria sala da ballo, la propria musica e mantengono viva la propria distinzione specialmente in occasione delle votazioni comunali. Le elezioni del 18 gennaio furono animatissime. La propaganda personale fu intensa. Rientrò anche l'emigrazione. I "Coditt" ebbero quattro schede in più con tre eletti. I "Taschitt" rimasero soccombenti. Questi non si diedero per vinti e ricorsero al Consiglio di Stato perché annullasse l'assemblea del 18 gennaio, accampando quale motivo che votarono quattro cittadini non aventi diritto perché non domiciliati nel Comune».
Il Municipio di Astano inoltra risposta al ricorso e qualche settimana dopo, in marzo, il Consiglio di Stato decide di far ripetere l'elezione. Il 16 marzo, infatti, leggiamo su Gazzetta ticinese che «a seguito di risoluzione governativa ier l'altro l'Assemblea comunale di Astano procedeva alla rielezione della Municipalità. Non avendo il gruppo misto della "Capra" presentata lista passò completa quella liberale-radicale. Sindaco di settimana il signor Iginio Trezzini, maestro, che raccolse voti 41. Il gruppo misto sembra non abbia lottato per farla al Governo. In realtà la lotta non è avvenuta perché esso prevedeva una sconfitta. Comunque noi ci felicitiamo sinceramente cogli amici nostri di Astano i quali pare vogliano mettersi sulla buona via dei principi e delle posizioni nette».
Ma non finisce qui, perché viene inoltrato un nuovo ricorso che sarà evaso solo nell'ottobre del 1921. Leggiamo su Popolo e libertà del 26 ottobre di quell'anno che «ieri la Commissione dell'Amministrazione ha accolto il ricorso, ha annullato le seconde elezioni, ed ha passato al lod. Consiglio di Stato l'ordine di convocare le assemblee di Astano per l'elezione del municipio e del sindaco».
Insomma, un bel pasticciaccio, che già cento anni fa portava alla ribalta il Comune malcantonese.

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