Antichi ricordi

Campioni a Cornaredo

Inaugurato nel 1951, lo stadio di Cornaredo ha accolto nella sua lunga storia personalità di primo piano del mondo dello sport. Del calcio, ovviamente, ma anche di altre discipline. Osservatore attento di questo ambiente è stato per numerosi anni lo studio fotogonnella, dai cui archivi proviene questo scatto. Datato 1964, inquadra due personaggi che hanno calcato palcoscenici diversi e svolto professioni differenti: giornalista il primo, calciatore il secondo. Si tratta – li avrete senz'altro riconosciuti – di Tiziano Colotti, cronista di punta dell'allora Rtsi, e di Cesare Maldini, leggendario capitano del Milan. Una dinastia – quella dei Maldini rossoneri – che continua a brillare. Dopo il figlio Paolo, che ha seguito le orme paterne con altrettanto successo, è ora il turno del nipote Daniel, classe 2001, il cui esordio a San Siro, domenica 2 febbraio, è stato celebrato sui giornali e in tivù.

Ecco una foto per noi preziosa e significativa, che ci ricorda due colonne della Rivista di Lugano: Armando Libotte, che diresse questo settimanale dal 1966 al 1993, e Felice Meregalli, per tanti collaboratore e fotografo, presente e vicino alla «sua» Rivista fino all'ultimo. La fotogonnella risale alla fine degli anni sessanta. Scattata a Cornaredo, sul rettilineo della pista di atletica davanti alla tribuna centrale, riprende un gruppo di marciatori della Sal. A sinistra, in piedi, si riconosce Victor Probst, anima della società cittadina. Al suo fianco, Armando Libotte, infaticabile organizzatore di eventi; davanti, ecco Felice Meregalli e un giovanissimo Claudio Libotte, titolare della nostra rubrica «Auto & Motori».

La ciminiera di Melano

Nel 1928 a Melano iniziava l'attività della Tannini Ticinesi, una delle più importanti industrie della regione. Produceva estratti tannici, essenziali per la concia delle pelli e la produzione del cuoio. Lavorava sino a 30mila tonnellate di legno di castagno all'anno, dando lavoro a una settantina di operai. Chiuse i battenti nel 1964 a causa della concorrenza italiana, dell'introduzione del tannino artificiale, dell'importazione dall'America del Sud di legname molto più economico del castagno locale e dell'inquinamento prodotto. Gli edifici abbandonati furono demoliti nel 1987, mentre l'altissima ciminiera, che per anni campeggiò isolata sulle rive del lago, divenendo un elemento caratteristico del paesaggio, sopravvisse fino al 2003.

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