Storie di un confine che unisce

Prodotta dal circolo «La Breva», in collaborazione con l'archivio storico di Ponte Tresa, la rivista «La Breva» si occupa di società, storia, letteratura, arte e ambiente inseriti in un contesto di confine, in un'area che spazia dal Malcantone, alla regione del lago e all'alto Varesotto.

L’immagine in copertina: un antico acquerello raffigurante il bacino di Ponte Tresa e lo Stretto di Lavena.

Il primo numero è stato presentato giovedì 28 novembre nella gremitissima sala polivalente del Municipio di Ponte Tresa. In copertina, al centro appare un antico acquerello raffigurante il bacino di Ponte Tresa e lo Stretto di Lavena, mentre sulla destra l'incipit del fogazzariano «Piccolo Mondo Antico», che riguarda appunto la breva del lago di Lugano: «Soffiava sul lago una breva fredda, infuriata di voler cacciar le nubi grigie, pesanti, sui cocuzzoli scuri delle montagne...». La redazione – coordinata da Italo Guarneri e Nico Righetti – punta a un pubblico transfrontaliero, sia ticinese che varesotto, mirando particolarmente alle attività che producano conoscenza, esperienze intellettuali e riflessioni critiche in qualsiasi ambito, con l'obiettivo fondante di stimolare l'identità culturale locale. «Non necessariamente a livello specialistico – rilevano Guarneri e Righetti – anzi ponendo attenzione alla larga accessibilità. Una cultura che punta sulla tradizione e la storia locale, ancora importanti ma non più dominanti nella zona del bacino interessato, soprattutto la parte italiana, a causa di motivi che si potrebbero definire demografici». La serata di fine novembre è risultata assai interessante, grazie anche alla presentazione dei vari articoli, alcuni da parte degli stessi autori. Per merito di sponsor (privati e pubblici) e dell'acquisto diretto sono già state già vendute più di mille copie. La rivista (96 pagine) uscirà a scadenza annuale ed è in vendita a 10 franchi a Ponte Tresa, presso l'ufficio postale e di cambio e in Municipio e alla libreria Segnalibro di Lugano.

Lingua, paesaggio e storia

Vediamo brevemente alcuni dei temi trattati, partendo da «Scritto e parlato nelle lettere di due donne del Settecento». Riguarda due corrispondenze: destinatario è Alfondo Oldelli, cancelliere al tribunale di Lugano. Le lettere esaminate sono state scritte da sua moglie Maria Teresa Appiani, di Porto Ceresio, e da sua sorella Marta Lucia Oldelli, residente a Pura. «Si tratta dell'italiano popolare dei semicolti o semialfabeti, così definito da linguisti come De Mauro e Cortelazzo». L'articolo è firmato da Sandro Bianconi, accademico della Crusca. «Quando arrivano i russi» è un affascinante racconto inedito scritto dal compianto prof. Franco Bonacina (varesino, membro della Commissione culturale della Rai negli anni '60). Una storia tramandatasi oralmente nella sua famiglia e da lui riproposta per iscritto. Protagonista un suo avo, Onorato Scolari, mugnaio di Marchirolo, vissuto ai tempi dell'invasione nelle nostre terre (1799) dell'armata austro-russa guidata da Aleksander Suvorov. Tante peripezie con un finale tutto da leggere. E ancora: il prof. Marco Martucci (collaboratore anche della Rivista di Lugano) scrive del Monte Caslano; un'escursione con osservazioni scientifiche in una zona protetta e inserita nell'inventario dei paesaggi, siti e monumenti naturali di importanza nazionale.

Un saggio di Alessandro Soldini è invece dedicato alla travagliata vita di Carl Hofer, eminente figura della pittura germanica con forti legami di amicizia con Hermann Hesse, che all'inizio degli anni trenta aveva acquistato una casa attorniata da un ampio giardino alla Torrazza di Caslano. Troviamo pure la recensione e relativa intervista ad Adelio Galeazzi, autore, un anno fa, del saggio «La Valle della Tresa nella storia» Nico Righetti scrive poi di uno dei luoghi più caratteristici e intriganti della regione di confine: lo Stretto di Lavena-Torrazza. «Settanta-ottanta metri di "canale" separano due nazioni, due mentalità, due modi di agire, che da un vissuto pressoché simile si sono poi modificati a seguito di vicissitudini che hanno caratterizzato l'evoluzione di Svizzera e Italia, intese come entità politiche e istituzionali – rileva l'autore – Una distinzione sempre più marcata che tuttavia non è riuscita ad oscurare completamente quei rapporti e quei contatti (fra le due sponde) i quali, complici una condivisione linguistica, culturale ed affettiva, si sono susseguiti per secoli».

Condividi
su Facebook - su Twitter