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Pronto Soccorso, dove conta la tempestività

di Marina Carta-Buttiglione

Il dottor Romano Mauri, primario, specialista in medicina intensiva, anestesiologia e medico d'urgenza presso la Clinica Luganese Moncucco.

Dal 2012, il pronto soccorso della Clinica Luganese Moncucco è inserito nella cosiddetta «area critica» dell'istituto, che comprende anche i reparti di anestesia e cure intense. Aperto tutti i giorni dalle 7 alle 22, offre servizi specialistici all'avanguardia. L'abbiamo visitato con il dottor Romano Mauri, primario, specialista in medicina intensiva, anestesiologia e medico d'urgenza.

Com'è organizzato il vostro Pronto Soccorso?
«Il nostro reparto richiede organizzazione e prontezza d'intervento, caratteristiche che devono essere garantite nonostante un flusso di pazienti estremamente fluttuante. Dobbiamo assicurare al paziente le migliori cure possibili in maniera tempestiva ed efficiente. Il team di Pronto soccorso è composto da 24 persone, in particolare da 7 medici (4 con specializzazione in medicina interna, 1 internista con specializzazione in cure intense e 2 con specializzazione in chirurgia), 12 infermieri, 1 ausiliaria e 4 impiegati nel segretariato. Il reparto dispone di 6 postazioni per le visite, una sala di presa a carico del paziente grave (con tutte le necessarie apparecchiature salvavita) e uno spazio per esami e trattamenti in regime ambulatoriale, come trasfusioni di sangue, infusioni di ferro o somministrazione di antibiotici endovena: terapie delicate richieste dai medici di famiglia, i quali preferiscono che queste vengano eseguite nel nostro reparto e sotto sorveglianza».

Come viene gestito il paziente?
«Bisogna prima di tutto fare una distinzione tra chi arriva in Clinica spontaneamente e chi viene portato qui in urgenza da un'autoambulanza. Nel primo caso facciamo un cosiddetto triage, ovvero una valutazione oggettiva del problema. Mi spiego meglio: dopo aver registrato le generalità del paziente ed effettuato un primo controllo delle sue reali condizioni di salute, un infermiere gli assegna un colore. Ad ogni colore corrisponde un livello di gravità: codice bianco per i casi meno gravi che normalmente potrebbero essere gestiti dal medico di famiglia o in regime ambulatoriale; verde per le prestazioni differibili poiché non sussiste un pericolo di vita; giallo per i pazienti con problematiche severe che riguardano le funzioni vitali del sistema circolatorio, respiratorio e nervoso; rosso per i casi più gravi con pericolo di vita. Chi invece arriva in ambulanza viene sottoposto a valutazione direttamente dai soccorritori, i quali ci informano prima o durante il tragitto in ospedale. Al loro ingresso in Clinica sappiamo già come accogliere il paziente».

Con Croce Verde è dunque inevitabile una collaborazione…
«Certamente. Il servizio di Pronto soccorso presso la nostra struttura è cresciuto moltissimo nel tempo. Fino allo scorso anno, il nostro margine d'intervento era infatti limitato ai casi medio gravi. I più recenti ammodernamenti strutturali e tecnologici, unitamente a un personale sempre più specializzato e professionale, ci permettono oggi di curare anche pazienti in severe condizioni di salute. Questo ha conseguentemente comportato un incremento dei casi trattati e una crescente collaborazione con Croce Verde Lugano. Basti pensare che alla fine degli anni 2000 trattavamo poco più di 1'000 casi, mentre oggi ne prendiamo a carico circa 10mila. Un trend che imporrà nel futuro prossimo delle modifiche strutturali e gestionali al fine di garantire una presa a carico efficace di questo importante numero di malati».

Cosa si è fatto sul piano strutturale per migliorare il servizio?
«Rimaniamo in tema "ambulanze". Come detto, negli ultimi anni abbiamo incrementato la collaborazione con Croce Verde Lugano, ragion per cui si è reso necessario un ampliamento strutturale. Nello specifico abbiamo costruito un apposito ingresso per i mezzi di soccorso, l'unico in Ticino ad essere totalmente al coperto. È in grado di ospitare due autoambulanze e ci permette di intervenire sul paziente tempestivamente tutelando allo stesso tempo la sua privacy. Molto si è investito anche sul piano tecnologico: in Pronto soccorso abbiamo strumentazioni all'avanguardia, apparecchiature salvavita di cui normalmente dispongono le cure intense e mezzi diagnostici precisi come l'ecografo. Possiamo inoltre far capo a macchine complesse per esami più specifici come Tac, risonanze magnetiche, radiografie, ecc. Insomma, ci sono tutti i presupposti per offrire le migliori cure nel minor tempo possibile».

Restando in ambito diagnostico, cosa offre la Clinica Luganese Moncucco?
«Da questo punto di vista possiamo ritenerci davvero fortunati. La Clinica vanta un'offerta diagnostica decisamente ampia, forte di una multidisciplinarietà sempre più efficiente. Molto si sta investendo anche nel campo della Traumatologia, una specialità che, insieme alla Medicina interna, alla Chirurgia e all'Ortopedia, completa l'offerta diagnostica del Pronto soccorso. Servizi importanti come quello di Radiologia, inoltre, ci permettono di avere in casa tutte le risorse necessarie per svolgere al meglio il nostro lavoro. Un reparto, quest'ultimo, del quale in Clinica siamo decisamente orgogliosi. È altamente specializzato e dispone delle più moderne tecnologie presenti sul mercato diagnostico ed interventistico».

E sul fronte risorse umane?
«La direzione spende grandi energie nella formazione del personale che, anche in Pronto soccorso, è sempre più specializzato e aggiornato. Ogni medico, per fare un esempio, beneficia di 10 giorni di formazione all'anno. Questo ci permette di offrire ai nostri pazienti un servizio sanitario ai massimi livelli».

Cosa vi contraddistingue dalle altre strutture ospedaliere?
«Il paziente che giunge in Pronto soccorso è accolto da personale medico specializzato in grado di diagnosticare e trattare le diverse patologie senza intermediari, rendendo la durata della permanenza all'interno del servizio estremamente limitato. Questa rapidità di presa a carico è molto apprezzata. Inoltre abbiamo la possibilità di far capo rapidamente alla consulenza di specialisti in chirurgia viscerale, urologia, traumatologia o geriatria, che permettono di rendere ancora più precisa e personalizzata la cura della patologia, sia in ambito stazionario sia ambulatoriale. Questa multidisciplinarietà, unita alla funzionalità degli spazi e alle più moderne apparecchiature mediche, ha migliorato di molto le nostre capacità diagnostiche e terapeutiche».

Quali sono i vostri limiti?
«La serietà di un professionista si misura anche dalla sua capacità di riconoscere i propri limiti. Noi accogliamo solo ed esclusivamente pazienti che siamo in grado di trattare in maniera definitiva. In moltissimi casi, la prontezza e la velocità delle cure sono vitali, ragion per cui non possiamo permetterci di perdere tempo prezioso. Dobbiamo mettere da parte l'orgoglio di medici per concentrarci sul malato, che ha sempre la priorità, nel momento in cui ci rendiamo conto che si tratta di problematiche non risolvibili in sede in modo tempestivo. È il caso, ad esempio, dei pazienti affetti da infarto del miocardio o da ictus. In queste circostanze organizziamo un immediato trasferimento presso strutture più idonee, come il Cardiocentro Ticino o la Stroke Unit dell'Ospedale Regionale di Lugano. Anche Croce Verde è informata sulle nostre reali potenzialità e sa perfettamente quando può trasferire un paziente presso di noi».

Sul piano economico, con quali problematiche dovete scontrarvi?
«Partiamo dal presupposto che lo scopo primario della Clinica è di offrire il miglior servizio sanitario possibile alla popolazione. Ciò significa, a volte, dover accantonare gli obiettivi economici per concentrarsi sulle reali necessità dei malati. Il personale medico e infermieristico dev'essere sempre pronto a intervenire, anche durante i periodi di bassa affluenza. Non possiamo risparmiare facendo previsioni o basandoci sulle statistiche. In un settore come il nostro, dove la tempestività è fondamentale, le risorse umane sono un bene prezioso, irrinunciabile anche quando (fortunatamente, aggiungerei) i pazienti scarseggiano. Lo stesso discorso vale per la tecnologia».

Tra alti e bassi, voi ci siete sempre…
«Come in quasi tutti i settori economici, ci sono momenti dell'anno più critici, altri invece più tranquilli. La differenza, nel nostro caso, la fa il fatto che qui c'è in gioco la vita dei pazienti. Ribadisco: dobbiamo essere sempre presenti, pronti a intervenire in qualsiasi situazione, indipendentemente dal numero di pazienti che curiamo. Il malato è sempre al centro della nostra attenzione, il rendimento economico è in secondo piano».

Come e quando contattare il Pronto Soccorso?
«Ovviamente il Pronto soccorso va allertato solo in caso di urgenze mediche. Pazienti e medici che hanno in tal senso bisogno di una consulenza possono chiamare lo 091 960 85 60 tra le 7 e le 22. Chi invece necessita di esami da effettuarsi in regime ambulatoriale può contattare il segretariato di servizio telefonando allo 091 960 85 64».

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