Antichi ricordi

La «Grande Inter» sulle rive del Ceresio

L'Internazionale in campo a Cornaredo nel 1962.

Il ritiro precampionato dell'Inter a Cornaredo – in corso fino al 14 luglio con amichevole contro il Lugano il giorno conclusivo – ci fornisce l'assist per pubblicare una serie di fotogonnella risalenti al novembre del 1962. Riguardano la visita in Città della squadra nerazzurra, all'epoca una delle più forti e titolate in Europa, ospite del bar Coccodrillo, a quel tempo sede dell'Inter club Lugano.Presidente del sodalizio dei tifosi, nonché titolare del locale pubblico di via Nassa, era Tranquillo (Lino) Baudino. Di origini piemontesi, il popolare barman era di fede granata. Amico di Valentino Mazzola, giocatore e simbolo del «Grande Torino», dopo la tragedia di Superga in cui l'intera squadra perse la vita in un incidente aereo, Lino rimase vicino alla famiglia Mazzola, in particolare alla vedova e ai due figli Sandro e Ferruccio, allora ragazzini. Crescendo, diventeranno entrambi validi gio- catori di calcio, specie Sandro, il cui nome è legato all'Inter, con cui ha giocato dal 1960 al 1977 collezionando 565 presenze e 158 reti. Per le nozze di entrambi organizzò il banchetto presso la Taverna di Mammoli a Campione d'Italia.

Arrivato in Ticino all'inizio degli anni cinquanta, Tranquillo Baudino ha lavorato presso la Romantica di Melide, per poi aprire il proprio bar in via Nassa, il Coccodrillo appunto, all'inizio degli anni sessanta. Istituì l'Inter club Lugano, tra i primi in Svizzera, e ne assunse la presidenza. Nel 1962, la società nerazzurra, presieduta da Angelo Moratti, venne sulle rive del Ceresio a giocare una partita amichevole contro il Lugano e nell'occasione rese visita all'Inter club. Guidata dall'allenatore franco-argentino Helenio Herrera, la «Grande Inter» era sulla rampa di lancio. Si aggiudicò infatti lo scudetto al termine del campionato 1962- 1963, per poi salire sul tetto d'Europa l'an- no seguente, vincendo la Coppa dei campioni. In finale, i nerazzurri sconfissero alPrater di Vienna, davanti a 72mila spettatori, il Real Madrid con il risultato di 3-1. Fu un cammino trionfale contrassegnato da sette vittorie e due pareggi. Mai nessuno fino a quel momento nella competizione continentale aveva sollevato il trofeo senza subire alcuna sconfitta. Il 1965-1966, altra stagione memorabile con il decimo scudetto (e quindi la stella sul petto) e la Coppa intercontinentale, sollevata dopo la vittoria contro l'Independiente

A sinistra: il fuoriclasse brasiliano Jair con Lino Baudino, il quale regge il pallone firmato da tutti i giocatori nerazzurri. Un cimelio conservato come una reliquia in casa Baudino: eccolo nelle mani del figlio Fabio e del nipote Luca.

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