Oltre duecento delegati nazionali in assemblea al Palazzo dei congressi

Ghiacciai e accesso alla montagna nell'agenda del Club alpino

Oltre duecento delegati del Club Alpino Svizzero (Cas) si ritroveranno aLugano il15 e 16 giugno per la 159.ma assemblea della maggiore società alpinistica nazionale. Organizzata in 111 sezioni, conta 152mila soci e gestisce 153 capanne alpine, di cui sette di proprietà delle tre sezioni ticinesi: Michela-Motterascio, Campo Tencia, Cristallina e Adula del Cas Ticino con sede a Lugano; Alzasca e Basodino (della sezione Locarno) e Piansecco (Bellinzona e valli).
Durante i lavori, che si svolgeranno sabato 15 al Centro esposizioni, saranno esaminati i conti e ripercorse le principali attività esposte nel rapporto 2018. L'attenzione sarà poi portata sui temi con i quali è confrontato il club presieduto dalla friburghese Françoise Jaquet (prima donna a guidare il Cas nazionale): la digitalizzazione dell'offerta ricreativa in montagna (progetto Svizzera Alpina 2020), l'adesione all'iniziativa dei ghiacciai (zero emissioni di CO2 entro il 2050 e inserimento della protezione dei ghiacciai nella Costituzione federale) e la difesa del libero acceso alla montagna, questione sentita anche in Ticino in seguito alla proposta di istituire «zone di tranquillità». Condotto da Richard Knupfer ed Edo Bulloni, un gruppo è al lavoro per assicurare ai partecipanti le migliori condizioni per lo svolgimento dell'assemblea, un soggiorno piacevole e un interessante programma ricreativo.

Sabato sera all'hotel Splendide avrà luogo la serata di gala. La giornata di domenica sarà invece dedicata all'esplorazione del territorio, con tre destinazioni: il San Salvatore (per la via ferrata), il Monte Bar (a piedi o in bicicletta) e il villaggio di Gandria (per il sentiero degli ulivi). Fondata nel 1886, la sezione Ticino del Club alpino svizzero ospitò l'assemblea nazionale già nel 1937. Si discusse di ascensioni e spedizioni, di ricerca naturalistica, di cartografia e dell'edificazione dei primi rifugi.
Da club piuttosto elitario com'era all'origine, il Cas ha visto crescere la propria popolarità e ampliare il campo degli interessi. Oltre a promuovere l'attività alpinisitica, la formazione, il soccorso, la protezione dell'ambiente e la divulgazione culturale, sostiene le discipline agonistiche (per la prima volta alle Olimpiadi di Tokio ci sarà l'arrampicata sportiva), così come l'accesso rispettoso ma garantito alla montagna.

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