La rinascita della birra

di Ivan Pedrazzi

La birra sta conoscendo nel nostro Cantone una seconda giovinezza. Fioriscono i birrifici artigianali, perfino domestici, che esplorano vie nuove per dare a questa bevanda, di origini antiche, sapori e accenti locali. Cresce di pari passo nei consumatori la cultura della birra, che si traduce nella ricerca di prodotti particolari. Un esercente ci confidava che sempre più clienti invece di chiedere al bar semplicemente una birra domandano: «Quali birre avete?». Ci sono dunque interesse e curiosità rispetto a questa bibita schiumosa, che in Ticino ha avuto un passato glorioso. Ogni città aveva il proprio birrificio. Chi non ricorda, per esempio, la Birra Lugano prodotta a Paradiso? La «Nazionale» a Locarno o ancora, altro storico marchio, la Birra Bellinzona, l'ultima ad arrendersi? In effetti, dalla seconda metà degli anni cinquanta, gli stabilimenti sono stati assorbiti dai colossi del settore e quindi abbandonati, per concentrare la produzione nelle grandi fabbriche.

Bioggio ha indicato la via

Ad imboccare con coraggio una nuova via è stato, una ventina d'anni fa, Eric Notari, che ha aperto nei locali dell'ex osteria Dolfini in via Cademario il Birrificio di Bioggio. Produzione artigianale con smercio sul posto, attraverso un pub. «Modello americano che si è perfettamente adattato alla nostra realtà», osserva il sommelier Roberto Storni di Sala Capriasca, conoscitore di questo mondo in pieno... fermento. Bioggio ha, in un certo senso, fatto scuola e da allora i micro produttori sono in continua crescita. «Sono tuttavia pochi quelli che lo fanno per professione, la maggioranza sono amatori, gente che comincia con un piccolo impianto casalingo, si appassiona e si lancia in questa attività. Ci sono poi coloro che lo fanno a titolo accessorio. Vivere di sola birra è in effetti molto difficile». Resta il fatto che gli adepti sono sempre più numerosi. Rispetto ad altri ambiti, come la produzione del vino o dei distillati, per la quale occorrono competenze e attrezzature piuttosto sofisticate, alla birra ci si arriva tutto sommato facilmente e senza spendere somme esagerate. «Kit artigianali con capacità limitata a 20 o 30 litri si trovano ovunque sul mercato, dove sono pure disponibili soluzioni già pronte per ottenere il prodotto finale». Insomma, basta leggere le istruzioni, seguire i procedimenti e chiunque può farsi la propria «bionda» nel garage di casa o nel locale hobby. E se proprio dovesse andare male, pazienza: trattandosi di pochi litri disfarsene non è un problema. Per molti questo non è che il primo passo. Ci si innamora subito della birra e l'idea di produrla da sé è una forte tentazione. «Per raggiungere risultati qualitativamente migliori – spiega Storni – ci vuole tuttavia impegno». Non mancano le possibilità per coltivare questa passione. Sono organizzati dimostrazioni, degustazioni, concorsi. Offerta, che secondo il sommelier di Sala Capriasca andrebbe completata con un corso per chi vuole imparare come si fa.

Schiumosa Capriasca: due giorni di corsi, degustazioni e concorso

«Birra in Capriasca» nasce con lo spirito di confronto e condivisione. L'evento, al suo debutto, si svolgerà sull'arco di due giorni, sabato 30 e domenica 31 marzo, all'ex caserma di Tesserete. È rivolto indistintamente agli amanti della bevanda al luppolo, ma in particolare ai micro produttori, i cosiddetti Homebrewers, i quali potranno presentare le proprie specialità e partecipare al concorso. Una giuria di esperti incoronerà «la miglior birra fatta in casa». Le iscrizioni sono aperte sul sito areaviva.ch, la premiazione avrà luogo domenica alle 17.30.
Sostenuta dal Comune di Capriasca, la manifestazione si aprirà sabato mattina alle 11 con l'inizio delle degustazioni. Saranno otto i birrifici a spinare sul piazzale dell'ex caserma le loro etichette più rappresentative. A mezzogiorno si potrà mangiare sul posto (polenta e stinco), per poi assistere a due corsi: alle 15 sulle materie prime (tenuto da Emanuele Longo, del Birrificio Lariano) e alle 17 sulle tecniche di degustazione con Roberto Storni. La festa proseguirà fino alle 23.
Da non mancare, domenica mattina alle 9.30, è la dimostrazione gratuita da parte di Davide Conca e Alessandro Bartolomei della preparazione e conduzione di una «cotta». Alle 11 riprenderanno le degustazioni, dopo pranzo (polenta e brasato) altri due corsi tenuti entrambi dal mastro birraio Flavio Boero: alle 13 di introduzione alla produzione e alle 15 sull'utilizzo dell'acqua.

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