Antichi ricordi

Coppa Bar Robbiani: ecco i primi nomi!

«È stata un'emozione troppo grande vedere questa foto sul vostro giornale». Deanna Panzeri-Robbiani, figlia degli ex proprietari dell'omonimo bar in piazza Molino Nuovo, ci ha subito scritto all'indomani della pubblicazione (RdL di venerdì 11 gennaio) della fotografia che riprendeva, nell'aprile del 1964, atleti e organizzatori della gara di marcia Coppa Bar Robbiani. Deanna ha riconosciuto il papà, Amleto Robbiani (sesto in piedi, da destra, con la maglietta scura a righe). Un suo conoscente ha invece individuato, alla destra di Amleto Robbiani, il marciatore Poretti. Deanna Robbiani ricorda che «il nostro bar era sede di qualche società sportiva della città; oltre alla Sal c'erano il Velo club Lugano e altri sodalizi che purtroppo non ricordo. Essendo mio padre un appassionato di motori (era stato anche pilota di moto nelle corse in salita degli anni cinquanta), il bar era anche un ritrovo di fans e piloti di questo mondo».
Felice Meregalli, a quell'epoca valente marciatore e collaboratore di lungo corso della Rivista di Lugano, ha riconosciuto altre persone. In piedi, da sinistra: Giancarlo Romanò, Bruno Lepori, Gianbattista Gabutti, Basilio Pizzagalli, Carlo Bertogliatti; cinque posti più avanti Gianrico Poretti, alla sua sinistra, con la maglia bianca a manica lunga, Giorgio Poretti, poi il citato Amleto Robbiani, Franco Messina (con la canotta con la scritta «Roma»), Italo Traversi e Renato Libotte. Chiude la fila Martinetti, titolare di un'impresa di pittura. Accovacciati, da sinistra: Armando Libotte, Pierino Mazza, alcuni allievi della Sal, Franco Calderari (con gli occhiali) e Sergio Calderari (in giacca e cravatta).

Una classe d'altri tempi: chi la riconosce?

Gabriele Corti di Cadempino ha trovato, tra le carte di famiglia, questa fotografia d'epoca di una scolaresca. Non ci sono indicazioni né riguardo il paese in cui è stata scattata né l'anno. Neppure i volti evocano ricordi di persone conosciute. Corti si affida quindi ai lettori della Rivista di Lugano nella speranza che qualche informazione possa riemergere dal passato. Potrebbe essere d'aiuto per l'identificazione, il grande edificio di cui intravvede la forma alle spalle degli alunni. Oppure la figura del maestro, che posa a sinistra della classe.

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