Antichi ricordi

Brunati, scultore e maestro del pastello

Da sinistra: Emilio Oreste Brunati con gli architetti Enea Tallone, Mario Fontana e il professor Gobbi. La fotografia risale al 1921 circa.

La signora Alida Brunati ha aperto l'album di famiglia per consegnarci alcune immagini relative a suo padre Emilio Oreste Brunati, mancato proprio cinquant'anni fa, il 16 novembre 1968. È stato – in qualità di delicato pittore e scultore – un protagonista della scena artistica del secolo scorso. Nato a Milano nel 1883, nove anni più tardi era giunto con la famiglia a Lugano, dove ha frequentato le scuole elementari all'Istituto Landriani. In seguito si è trasferito a Coira (ginnasio) e Milano (Accademia di Brera) prima di far ritorno nella nostra Città, dove ha aperto un proprio atelier. È stato allievo di Giuseppe Mentessi, Antonio Barzaghi Cattaneo e Luigi Vassalli.
«Maestro nella tecnica del pastello – si legge sul catalogo della retrospettiva a lui dedicata alla Pinacoteca Züst di Rancate nel 2011 – dopo una prima fase legata alla pittura di storia e al Verismo ottocentesco, nei primi anni del Novecento diviene celebre come ritrattista della borghesia locale. Nel suo lungo percorso dipinge anche nature morte e paesaggi, trovando riferimenti tra gli epigoni di Cesare Tallone. Come scultore, Brunati è influenzato da un verismo a volte ingentilito da accenti liberty ed esegue bassorilievi, busti e medaglioni, oltre a numerosi monumenti commemorativi e funerari, molti dei quali ancora visibili al Cimitero di Lugano».
Ricco e di qualità il suo percorso espositivo, dalle mostre ticinesi alle occasioni internazionali a Zurigo, Ginevra, Milano e Venezia. Cinque sono state le personali postume; l'ultima, lo scorso anno, alla Galleria Absolute Art di Lugano, dove le opere di Emilio Oreste Brunati sono state affiancate da quelle della figlia Alida, anche lei pittrice, da molti anni attiva nella Svizzera italiana.

Brunati nel 1950 con la moglie Clotilde e la figlia Alida.

L'artista nel suo atelier in viale Cassarate 3 a Lugano.

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