Città e quartieri

La gràd di Sonvico è tornata a fumare

In attesa della battitura delle castagne, vecchie specie sono state piantate a Pian Pirètt

Atmosfere d'altri tempi a Sonvico con la gràd accesa, ammantata da un refolo di fumo e con il via vai delle persone che si alternano ad alimentare la combustione. Nella vicina osteria Unione, si discute sui modi di fare e di dire riguardanti la gestione del fuoco e il rimescolamento delle castagne. Qualche mamma si annuncia per aggiungere la legna al fuoco che va costantemente tenuto acceso. Un'occasione ghiotta di vivere un'esperienza ripetuta da innumerevoli generazioni e ora rimasta nella sola memoria dei bisnonni. L'attività proposta dagli Amici del Torchio ha coinvolto buona parte del paese e i bambini delle scuole. Nel fine settimana del 14 e 15 ottobre si era formata una fila di genitori con i propri figli, che hanno voluto depositare direttamente le castagne sul graticcio e sbirciare a pianterreno, dove il fuoco, in parte soffocato dalla segatura, emana tepore e fumo. Sono stati raccolti quattro quintali di castagne. Nei giorni successivi gli scolari hanno proceduto, nella selva di Pian Pirétt a Madonna d'Arla, alla messa a dimora di un primo gruppo di castagni. Paolo Piattini, segretario dell'Associazione castanicoltori della Svizzera italiana, ha spiegato come procedere e le particolarità delle pianticelle, che rappresentano una scelta di varietà significative tra quelle coltivate a Sonvico, meritevoli di essere conservate e valorizzate per la loro importanza genetica. Alla giornata hanno partecipato anche gli Amici del torchio e l'Ufficio patriziale di Sonvico, promotori dell'iniziativa, e il caposezione verde pubblico della Città di Lugano Christian Bettosini, che ha sostenuto concretamente la proposta. Il prossimo appuntamento è previsto per sabato 3 novembre alle 13.30 in piázza Gránda a Sonvico: un pomeriggio d'incontro per tutti, bambini e adulti, per assistere allo scarico della gràd, cimentarsi nella battitura e aiutare nella scelta delle castagne. Ci sarà la possibilità di assaggiare la farina di castagne. Caldarroste, buvette e la bandella della Filarmonica Unione Sonvico allieteranno il lavoro comune. Questa proposta si richiama alle tradizioni del passato, ma senza nostalgia e vuole anzi essere uno stimolo a conoscere il territorio che ci circonda, imparare ad amarlo e a prenderne cura.
m.c.

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