In sella e via

di Roberto Guidi

Il «fisico bestiale» cantato da Luca Carboni è quello di Gastone Besomi. Nelle scorse settimane l'83.enne capriaschese ha percorso in lungo e in largo il nostro cantone, raggiungendo in bici tutti gli oltre 300 paesi: in 23 uscite ha pedalato per 1.800 km e 39mila metri di dislivello.

Un'avventura partita per gioco, dalle chiacchiere con gli amici. «In marzo, per ridere, ho detto che volevo attraversare ogni villaggio ticinese. Poi sai come vanno queste cose: a furia di dirle devi anche farle... È stato bellissimo». Gastone, classe 1933, ci racconta la storia seduto a un tavolo del Ristorante Stazione di Tesserete, dove ogni giorno viene a dare una mano alla famiglia del cugino Guido, il proprietario. «Ho lavorato per la Rsi alla regia luci e quando, vent'anni fa, sono andato in pensione ho dovuto trovare qualcosa da fare. Qui mi sento bene e mi diverto, aiuto dove c'è bisogno, il pomeriggio e la sera». Saputo dell'impresa compiuta, ci aspettavamo un curriculum ciclistico di primo piano o quantomeno una pratica longeva. Macché. «La prima bici l'ho comprata quando ho lasciato la Rsi. Non so stare fermo, ed è una malattia anche questa». In movimento, ad onor del vero, stava anche prima, ad immagine delle cinque partecipazioni alla maratona di New York. «Mi piaceva correre, la domenica, così come durante le pause di lavoro attorno al laghetto di Origlio. Però con gli anni sono venuti fuori i dolori alle ginocchia; a camminare faccio fatica, mentre in sella non accuso problemi». L'arzillo nonno di Tesserete è dunque andato alla scoperta di ogni angolo del nostro Cantone, praticamente sempre da solo, escluse cinque uscite con l'amico Rolf Dütschler di Ponte Capriasca. «Partivo da casa, e solo alcune volte ho raggiunto il Sopraceneri con il furgone o il treno. Uscite spalmate su quattro mesi e programmate il mercoledì, perché il ristorante è chiuso e mi prendevo anch'io una giornata di libero...». Ha iniziato dal Mendrisiotto per passare poi al Malcantone («mi piace moltissimo, soprattutto la Penüdria, ripida ma bella») e al resto del Luganese prima di varcare il Ceneri. Cita percorsi e angoli di Ticino a noi ignoti. Ci sentiamo un po' ignoranti... «Non devi, nemmeno io conoscevo alcune località, come ad esempio Bordei, magnifico villaggio delle Centovalli. Questo giro è stata pure l'occasione per raggiungere per la prima volta luoghi che avrei sempre voluto vedere». Se pedalare nelle valli del Locarnese non è uno scherzo, neppure la Leventina deve essere una passeggiata. «Un giorno ho lasciato il furgone a Osogna: da lì Biaschina, Nivo, Chironico, Gribbio, Dalpe, Rodi, Faido, Rossura, Carì e ritorno a Osogna; 94 km e 2.400 metri di dislivello».

I problemi? Alla stazione...

Non ci sono foto a immortalare il tour del Ticino di Gastone Besomi. «Forse ho sbagliato, perché le immagini aiutano a raccontare e rendono indelebili i ricordi. Però questa cosa l'ho fatta per me. All'inizio di ogni villaggio o frazione scrivevo su un bigliettino il nome, in modo da essere poi sicuro di averli toccati tutti». Poche, comunque, le soste e le chiacchiere con gli abitanti. «È successo di fermarmi, per un pezzo di formaggio, per cüntala sü o per godermi panorama e scenario. Sai cosa ho notato? Le chiese: non ho trovato un paese, un piccolo nucleo con 10 case senza un chiesa. Incredibile quello che hanno fatto nei secoli i nostri vecchi...». Alla luce di questa «scampagnata», Gastone può parlare con cognizione di causa dello stato delle nostre strade, spesso indicate come poco accoglienti per i ciclisti. Invece... «Mai avuto problemi, mai sentito un clacson, mai avuto paura. La difficoltà maggiore l'ho trovata alla stazione di Taverne: il sottopassaggio è sprovvisto di rampa, e la bici ho dovuto portarla in spalla lungo tutti i gradini. Non ho vergogna a dire che ho fatto fatica. Guardando agli altri ciclisti, a chi spinge una carrozzina o una carrozzella, ho appeso un biglietto invitando le Ffs a non concentrarsi solo sui grandi progetti ma anche sulle piccole cose come le rampe. Mi hanno scritto dicendomi che è in programma. Speriamo. Bisogna pensare a tutti gli utenti dei treni, anche ai vecchietti come me che girano con la bici elettrica; pesa una ventina di chili». Alt! Bici elettrica? Allora la portata dell'impresa assume un altro valore... Gastone apprezza la battuta fino a un certo punto. «Bisogna togliersi dalla testa che la bici elettrica ti porta a spasso. Fai altrettanta fatica che con una normale. A me piacciono le salite ed è vero che sui pendii ti dà una mano, tuttavia le gambe servono comunque...». Capita ancora, in queste fredde mattinate autunnali, di incrociare Gastone Besomi sulle nostre strade. «Mi metto in sella praticamente ogni giorno, per andare in Città, fare il giro della Val Colla o spingermi fino in Malcantone. In media faccio circa 8mila km all'anno». Due mesi fa, il 23 settembre per il suo 83.mo compleanno, si è regalato un giro al Monte Bar: 43 minuti da Tesserete! «Penso che nella vita, quando hai motivazione e voglia, puoi fare tutto. La mia pedalata lungo l'intero Ticino non è niente di eccezionale. È stato un bellissimo gioco».

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